venerdì 17 febbraio 2012

Edge


Camminò per ore a piedi scalzi,li ferì così tanto che, alla fine, smisero pure di sanguinare.
Si fermò soltanto quando i suoi piedi toccarono la terra, umida e fertile, lasciandosi dietro tracce dell'asfalto che le aveva indurito i piedi e l'anima.
Si inchinò davanti a quegli alberi come anziane signore si inginocchiano davanti ai loro dei.

Il sole le lambiva la pelle, come mare che brucia
Gli alberi volgevano a lei le loro chiome
e la terra pulsava sotto di lei.

Timide anime fioriscono
dalla terra scura come la fertilità, nera come una dea protettrice
potente come la catastrofe

Timide radici le si inturgidiscono dentro
attorno alle sue gambe risalgono, le cedono clorofilla redentrice
si insinuano in lei, dolci e sensuali
la possiedono
venerdì 25 novembre 2011
No, non è questione di aggettivi.
L'aggettivo è statico.

E' un fatto di azione, di verbi.
Non sono uno scrittore,
scrivo e basta.
La mia vita ha il premio di miglior attore non protagonista


in compenso, la colonna sonora è fantastica
Avrai il tempo per
contagiarmi l'ansia delle tue domeniche

Avrò più tempo per respingere
la tua pelle limpida

Avrai di certo notato che
non ho più niente
agli occhi della gente
venerdì 11 novembre 2011

Viole(n)t

"anche se a volte parlarne fa male, so che resta un livido amniotico gelido.
Sto percorrendo a ritroso la strada (per noi)
ma qui tu scivoli a fondo e non hai rifugio
per sciogliere il peso che c'è in me
è tardi in me(?)

sei
per
me
Livido amniotico
"
lunedì 25 luglio 2011

Catwalk

Il suo sguardo perso nel vuoto non piangerà mai.
Il cielo mi fissa la pelle.

Nelle sue mani si raggomitola la mia anima
attratta dal calore dei suoi pensieri
pur sapendo la fine delle falene
attratte dalla luce.

"Nelle sue mani vive rinchiusa per l'eternità"


Le dita scivolano sulle corde.
Costruiscono lente accordi tremolanti.
Tutti sbagliati.
Ma lui li sente,
li ascolta.
Mi basta
questo, li fa sentire anche a me
li rende migliori.


@someone
mercoledì 13 luglio 2011
Le mie notti amano
vestirsi di bianco
martedì 28 giugno 2011
'Io come te un tempo avevo mani per stringere gli animi e raccontare favole ai tuoi simili.

Che ne sarà dei miei fratelli fragili quando di respirare gli uomini si scorderanno?

Cos'è quel di cui temi?
Perché distruggersi?
Sono dentro te e in tutto ciò che esiste.

Tu non dimenticarti gli alberi e di un fiore che ride, ed anche degli uomini
dei loro pensieri, ciò che annienterà le tue emozioni.'

(L'aura)
mercoledì 15 giugno 2011

Tears


impulso strisciante, bavoso come un verme, su tutta la mano, su entrambe le mani, in progressiva espansione fino al cervello fino ad annebbiare gli occhi e tutti diventa così caldo così insopportabile così eccessivo troppo forte per non farlo uscire, troppo forte per me, devo farlo uscire da me, liberarmene.
ho sempre giudicato gli assassini, chi cazzo sarebbe mai capace di uccidere un'altra persona? un suo simile?? ora che mi sento debole come uno di loro giudico allo stesso modo me stessa. ci vuole così poco per pensare di uccidere.
rovino parti di me per non rovinare le cose che mi circondano, per non far capire niente a chi mi circonda, mi nascondo come un ladro.
uccido parti di me per non odiare chi mi sta accanto, per nascondere a me stessa le mie debolezze, mi creo alibi come un assassino.

Ma mentre ti parlo tu non riesci ad ascoltarmi... sei troppo impegnato ad urlare, ad urlarmi contro, per potermi ascoltare ed io sono troppo stanca e troppo codarda per dirtelo di nuovo..
Non riesci neanche a vedere le mie lacrime nonostante siano tante perché i tuoi occhi sono annebbiati dalle tue lacrime.
Ho asciugato tante volte quelle lacrime dai tuoi occhi, ho cercato di fermarle ogni volta che ho potuto ma l'abitudine è una pianta che cresce in fretta e ho scoperto che ha radici resistenti, quindi tu continui a piangere e continui a pretendere che io asciuga ancora le tue lacrime e continui a non vedere che piango anche io e non ho la forza per asciugare anche le mie.


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