domenica 20 febbraio 2011
Niente.
Volevo solo abbracciarti.
T'imploravo con le lacrime agli occhi. Forse ti gridavo contro.
Ma non ti vedevo, non ci riuscivo, così come non riesco adesso ad abbracciarti.
Non riesco a ricordarti, ma tu non esisti e non esisto più neanch'io.
Ho pianto contro il nulla, gridato al vento.
Ho desiderato di abbracciare qualcosa che non può esistere.
Ed è così che è destinato ad essere, adesso.
Adesso, se stringo troppo le mani si chiudono su sé stesse, su di me, senza stringere niente.
Eppure vorrei così tanto che ci fosse qualcosa, qualcos'altro da guardare e per cui ridere.
Qualcos'altro di così profondo e chiaro e caldo da potermici dimenticare dentro, che non sia il baratro del niente.
T'imploravo con le lacrime agli occhi. Forse ti gridavo contro.
Ma non ti vedevo, non ci riuscivo, così come non riesco adesso ad abbracciarti.
Non riesco a ricordarti, ma tu non esisti e non esisto più neanch'io.
Ho pianto contro il nulla, gridato al vento.
Ho desiderato di abbracciare qualcosa che non può esistere.
Ed è così che è destinato ad essere, adesso.
Adesso, se stringo troppo le mani si chiudono su sé stesse, su di me, senza stringere niente.
Eppure vorrei così tanto che ci fosse qualcosa, qualcos'altro da guardare e per cui ridere.
Qualcos'altro di così profondo e chiaro e caldo da potermici dimenticare dentro, che non sia il baratro del niente.
lunedì 7 febbraio 2011
la Mer, la Pluie. Lascia.
Dimenticati.
Dimentica te stessa e dimentica ciò che ti ha reso così.
Ma poi, piano, ricordati che sei così, e basta questo.
Lascia che le onde dei pensieri portino via questo dolore, guardale restituirlo all'orizzonte,
lascia che lo facciano.
Lascia che il sole risorga da quelle onde e accecatene,
lascia che ti faccia sentire la sua potenza e il suo calore sul tuo viso umido.
Resta ancora a guardare, anche mentre tramonta, anche quando viene inghiottito dall'acqua e, quando tutto ritornerà buio, vai anche tu in fondo all'acqua e lascia che quel fondale ti restituisca la luce come lo fa col cielo, ogni giorno.
a Denny, che parla come il mare.
Dimentica te stessa e dimentica ciò che ti ha reso così.
Ma poi, piano, ricordati che sei così, e basta questo.
Lascia che le onde dei pensieri portino via questo dolore, guardale restituirlo all'orizzonte,
lascia che lo facciano.
Lascia che il sole risorga da quelle onde e accecatene,
lascia che ti faccia sentire la sua potenza e il suo calore sul tuo viso umido.
Resta ancora a guardare, anche mentre tramonta, anche quando viene inghiottito dall'acqua e, quando tutto ritornerà buio, vai anche tu in fondo all'acqua e lascia che quel fondale ti restituisca la luce come lo fa col cielo, ogni giorno.
a Denny, che parla come il mare.
Più per freddo che per pudore
sabato 5 febbraio 2011
Breathe the air out there, we can be wide open
Don't analyse
don't go that way
that would paralyse your evolution
This greatest moment
the strangest day
the greatest love of them all
don't go that way
that would paralyse your evolution
This greatest moment
the strangest day
the greatest love of them all
Iscriviti a:
Post (Atom)
