"Serpi
Madre mi chiamano.
Lingue scure si posano, non so chi sono più.
Tu che sai, sai cosa c'è più in là, tu prega e salvami.
Madre, le serpi entrano."
giovedì 31 dicembre 2009
Non sempre le rose sono rosse
Rimango avvoltolata in un sogno di cui ricordo solo i colori, si è attaccato al lenzuolo mentre cercavo di risvegliarmi.
So che appena fuori dai miei occhi chiusi la luce delle serrande appena alzate ha invaso tutta la stanza, e preme persino sulle mie palpebre. Il riverbero rosso dentro gli occhi rimpiazza gli ultimi rimasugli di dormiveglia, gettandomi nello sconforto. Socchiudo gli occhi per appigliarmi a qualcosa e la vedo, affaccendata sopra una borsa, già pronta per uscire. E la borsa è quella grande, quindi non uscirà soltanto, fra un po' sentirò i suoi capelli sul viso e la sua voce ancora troppo lontana mi dirà "esco per sbrigare delle cose". Prima di allontanarsi verso la porta però mi abbraccia "non te lo scordare".
So che appena fuori dai miei occhi chiusi la luce delle serrande appena alzate ha invaso tutta la stanza, e preme persino sulle mie palpebre. Il riverbero rosso dentro gli occhi rimpiazza gli ultimi rimasugli di dormiveglia, gettandomi nello sconforto. Socchiudo gli occhi per appigliarmi a qualcosa e la vedo, affaccendata sopra una borsa, già pronta per uscire. E la borsa è quella grande, quindi non uscirà soltanto, fra un po' sentirò i suoi capelli sul viso e la sua voce ancora troppo lontana mi dirà "esco per sbrigare delle cose". Prima di allontanarsi verso la porta però mi abbraccia "non te lo scordare".
mercoledì 30 dicembre 2009
La gonna che non rientra esattamente nella categoria "lunga".
Gli stivali di gomma ai piedi, di un colore improponibile.
Sto a fissare le tue ginocchia per capire se quello è il colore delle tue gambe o sono le calze.
Tu parli della torta sacher, che pero non hai preso, perché sei a dieta.
Da quando ti conosco, ti nutri andando avanti a crackers.
Lasci sul tavolo quello che hai preso, poco meno di metà e hai già in mano la borsa.
Mi è sempre piaciuto il tuo modo di non consumare mai a fondo tutto ciò che ti passa per le mani, cibo o cose che siano.
Solo le persone si lasciano consumare da te, che parli continuamente, a voce così bassa da sembrare che tu stia solo pensando ad alta voce.
Gli stivali di gomma ai piedi, di un colore improponibile.
Sto a fissare le tue ginocchia per capire se quello è il colore delle tue gambe o sono le calze.
Tu parli della torta sacher, che pero non hai preso, perché sei a dieta.
Da quando ti conosco, ti nutri andando avanti a crackers.
Lasci sul tavolo quello che hai preso, poco meno di metà e hai già in mano la borsa.
Mi è sempre piaciuto il tuo modo di non consumare mai a fondo tutto ciò che ti passa per le mani, cibo o cose che siano.
Solo le persone si lasciano consumare da te, che parli continuamente, a voce così bassa da sembrare che tu stia solo pensando ad alta voce.
martedì 29 dicembre 2009
Repressione
Gocce. GGGGGGGo Ccccce.
S g o c c i o l a t u t t o.
Mai avuta una finestra su cui piovesse così tanto.
Ed io sto immobile, con il libro in mano a fare finta davanti a me stessa di leggere, e ritornare indietro, sempre sulla stessa frase.
S g o c c i o l a t u t t o.
Mai avuta una finestra su cui piovesse così tanto.
Ed io sto immobile, con il libro in mano a fare finta davanti a me stessa di leggere, e ritornare indietro, sempre sulla stessa frase.
Se io fossi silenzioso
come il tuono
gemerei, abbracciando in un tremito
il decrepito eremo terrestre
urlerò con la mia voce immensa
le comete torceranno le ali fiammeggianti
e giù si getteranno, a capofitto
per la malinconia
coi raggi degli occhi rosicchierei le notti
se io fossi buio
come il sole
ma perché mai dovrei io
abbeverare
con il mio splendore
il ventre dimagrato
della terra
morirò
porterò via con me
il mio amore immenso
in quali notti
quali malattie
da quali Golia fui generato
così grande
così inutile.
by Teatro Degli Orrori "Maiakowskij"
come il tuono
gemerei, abbracciando in un tremito
il decrepito eremo terrestre
urlerò con la mia voce immensa
le comete torceranno le ali fiammeggianti
e giù si getteranno, a capofitto
per la malinconia
coi raggi degli occhi rosicchierei le notti
se io fossi buio
come il sole
ma perché mai dovrei io
abbeverare
con il mio splendore
il ventre dimagrato
della terra
morirò
porterò via con me
il mio amore immenso
in quali notti
quali malattie
da quali Golia fui generato
così grande
così inutile.
by Teatro Degli Orrori "Maiakowskij"
lunedì 28 dicembre 2009
Anima
Mi manca il terreno sotto al culo. Ed è tutto così nero che dal cervello mi escono solo colori a cazzo.
La chiamano anima.
La chiamano anima.
mercoledì 16 dicembre 2009
Pure Morning
E forse ho capito perché ogni santa mattina il cielo piange sulle piante che neanche si piegano al peso delle sue lacrime rugiadose.
martedì 15 dicembre 2009
Non sarà il fumo di marijuana
La febbre al fine settimana
Sarà che sono disperato
O che mi sono consumato, ma:
Sono morto ...
Saranno i miei cattivi amici
Sarà quello che non dici
Sarà per quello che non dico
Sarà per questo che ti maledico
Sarà che sono sempre solo
O perché ho un’altra aspettativa
Io che lavoro per la libertà
E in cambio ho tutta la mia bella età, ma, ma:
Sono morto
Sono morto
Sono morto
Sono morto
Sono morto
Sono morto
Sono morto
Sono morto
Lavoro, chiesa, scuola
Genitori, amante, moglie
Nemici, amici, morte
Solo per restare ancora un po’ con te…
sabato 12 dicembre 2009
Preghiera del Fotografo Analogico
Credo in un solo Sistema, Analogico onnipotente,
creatore dello Sviluppo e della Stampa,
di tutte le foto visibili e invisibili.
Credo in un solo Metodo, il Chimico,
Unigenito Figlio di Schulze
nato da Kaspar Schott prima di tutti i secoli:
Nitrato da Nitrato, Argento da Argento,
Nitrato d'Argento da Nitrato d'Argento,
generato, non creato, della stessa sostanza del Cloruro;
per mezzo di Lui tutte le Foto sono state stampate.
Per noi fotografi e per la nostra salvezza discese dal cielo,
e per opera della Camera Oscura
si è stampato nella lastra del profeta Daguerre
e si è fatto Foto.
Fu accantonato per noi sotto Demonio Digitale, morì e fu sepolto.
Il terzo giorno è Rivalutato,
secondo le Scritture, è salito al cielo,
siede alla destra di Kodak.
E di nuovo verrà, nella gloria per giudicare i fotografi buoni e le
mezze calze,
e il suo Regno non avrà fine.
Credo nel Medio Formato, che è Signore e dà la vita,
e procede dal 35 mm e dal Banco Ottico.
Con lo Sviluppo e la Stampa è adorato e glorificato,
e ha parlato per mezzo di Ansel Adams.
Credo la Fotografia, una santa chimica e analogica.
Professo un solo Sviluppo per il perdono dei Digitali.
Aspetto la risurrezione dell'Analogico e la vita della Foto che verrà.
Stefano Amero (www.paoloamero.com)
creatore dello Sviluppo e della Stampa,
di tutte le foto visibili e invisibili.
Credo in un solo Metodo, il Chimico,
Unigenito Figlio di Schulze
nato da Kaspar Schott prima di tutti i secoli:
Nitrato da Nitrato, Argento da Argento,
Nitrato d'Argento da Nitrato d'Argento,
generato, non creato, della stessa sostanza del Cloruro;
per mezzo di Lui tutte le Foto sono state stampate.
Per noi fotografi e per la nostra salvezza discese dal cielo,
e per opera della Camera Oscura
si è stampato nella lastra del profeta Daguerre
e si è fatto Foto.
Fu accantonato per noi sotto Demonio Digitale, morì e fu sepolto.
Il terzo giorno è Rivalutato,
secondo le Scritture, è salito al cielo,
siede alla destra di Kodak.
E di nuovo verrà, nella gloria per giudicare i fotografi buoni e le
mezze calze,
e il suo Regno non avrà fine.
Credo nel Medio Formato, che è Signore e dà la vita,
e procede dal 35 mm e dal Banco Ottico.
Con lo Sviluppo e la Stampa è adorato e glorificato,
e ha parlato per mezzo di Ansel Adams.
Credo la Fotografia, una santa chimica e analogica.
Professo un solo Sviluppo per il perdono dei Digitali.
Aspetto la risurrezione dell'Analogico e la vita della Foto che verrà.
Stefano Amero (www.paoloamero.com)
venerdì 11 dicembre 2009
Vestito Rosso -blblblblblbloOp-
Mi scendono giù dal collo rivoli di sangue.
Il mio vestito verde adesso è completamente rosso.
Il mio vestito verde adesso è completamente rosso.
Viole(n)t
Ogni autunno vuoi che ti dia la mano e cammini con te sulle strade piene di alberi infuocati dal primo freddo.
E anche se quando cammini sei silenziosa come un gatto, adesso in due facciamo rumore, tante piccole ossa si rompono sotto di noi e teniamo entrambe lo sguardo fisso a terra perché è rassicurante accorgersi che sono semplicemente foglie secche.
a Mèttiu
E anche se quando cammini sei silenziosa come un gatto, adesso in due facciamo rumore, tante piccole ossa si rompono sotto di noi e teniamo entrambe lo sguardo fisso a terra perché è rassicurante accorgersi che sono semplicemente foglie secche.
a Mèttiu
Stavo seduta, da sola, sulla panchina davanti casa, ad ascoltare il tuuuut del cellulare che ti chiamava.
Si era alzato il vento e tutto cominciava a muoversi isterico, tranne le case.
Mi aggrappo al cappotto, la staticità delle case mentre il vento muove me e tutto il resto mi ha sempre dato un senso di vertigine.
Il sole si faceva sempre più piccolo, mangiato lentamente da nuvole scure e basse.
"Ora piove" mi hai detto sedendoti accanto a me con il cellulare che ti vibrava in mano.
"Perché non mi rispondi mai?". Ma tu non mi rispondi neanche a parole, mi guardi triste e mi abbracci per consolarmi ma sei tu a piangere.
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