Città nera.
Nera come un buco di culo.
Trucca gli occhi meticolosamente, ritocca anche la minima invisibile sbavatura.
Infila la testa dentro il maglione preferito e lo fa scendere fino ai fianchi, pressoché perfetto, se non fosse per quei tre chili in più sulla pancia, ma ci penserà settimana prossima.
Sistema i capelli due volte, prima col pettine poi con la spazzola e pensa a quale gel comprare quando quello finirà.
Prende la borsa verde, la riempie dello stretto indispensabile.
Controlla cosa ha messo e decide di portarsi dietro anche il potenzialmente inutile.
Mette la giacca e svuota la borsa per riempire l'altra, oggi vuole quella rosa.
Dice al citofono che sta scendendo.
E scende in fretta. giù per la finestra.