domenica 25 maggio 2008


Vorrei che nulla fosse così banale, anche solo per non lasciare le righe scritte a metà,
per non lasciare giustificazioni al mio vuoto anestetizzante.
Vorrei tanto stare su un foglio per ore come se scrivessi una storia lunga quanto tutta la mia vita
ma questa penna si sta già consumando ed andrò via anche questa volta, rotolando da ora in ora.

io è l'altro

Guarda allo specchio la sua faccia delusa: -quando sono con lui non sono così brutta..
Lei la guarda, imbronciata: -sono solo gli scherzi di due specchi diversi.

Livido Amniotico

L'oblio del letto la ingoia, lei cerca di alzarsi, ma ad ogni sforzo le coperte la serrano più giù sempre più confortanti.
E quando la mattina arriva imperante a tirarla via da quell'oblio nero, le resta conficcato negli occhi, avvolgendole la pelle.

martedì 20 maggio 2008

sul filo del rasoio

Calibri ogni millimetro del tuo passo
camminando su lame affilate.
Barcolli leggera ed infine arriverai verso la fine ma esulterai prima di esser arrivata e la lama affonderà troppo nel tuo piede.
Il dolore ti farà urlare e la paura ti farà perdere l'equilibrio
e cederai alla lama che ti taglierà mentre cadi giù.

Respiro


Costruisco con cura meticolosa e lenta la mia arma d'ossigeno.
Finalmente prendo aria e il primo proiettile di respiro mi trapana la testa.



Vorrei una vita da viaggio, leggera come una ventiquattrore ed essere libera di dimenticare i miei ricordi su rughe e capelli.
Potrei finalmente guardare tutto con gli occhi di chi cerca.
Vorrei smontare il mondo per portarlo piano e confortante ai miei occhi assetati e non mi sarebbe più così sfuggente e tondo.


domenica 11 maggio 2008

intrappolato in ossa fragili
pesano sul cuore
movenze instabili
sotto il peso del sole

lunedì 5 maggio 2008

alienus, aliena, alienum

-Sono tue le lacrime nel letto?
Continua silente a spremere lacrime dondolandosi sul letto pieno di sangue.
-cos'è tutto questo sangue?
gli occhi spremuti si fissano spalancandosi addosso a te.
-Tu hai paura.
-Si ce l'ho e c'è tutto il sangue che vuoi..
-Vengo con te.

sabato 3 maggio 2008

Asettica - non più tu-
come se le cose che scrivi non siano quel che dici.
Aria sterilizzata dal rimbombo istruito delle pareti di classe,
rende anonime le tue parole, forse fastidiose.
L'inflessione della tua voce si automatizza, dignità protetta dal brusio annoiato.
"Ragazzi per favore, non riesco a sentirla!"
"Per favore, io non ci riesco a parlare!"
La tua voce affoga in basso, giù, in fondo alla gola: "non riesco a parlare.."
"Non riesco a sentirla.."
Ma la voce esce, finalmente, non sai più da dove mentre metti a fuoco il foglio.
Non è la tua, asettica per parole anonime, non più tu in un'aria troppo rimbombante.

Ricreazione

Sembra scandirmi parole di fuga dietro la porta chiusa, distorto dal vetro che ci separa.
Magari aspettava soltanto una mia risposta.
Ormai è lontano, ancora raggiungibile però.
Ma io resto inchiodata alla mia sedia dietro al vetro.