"Ciao ciao 2007, mi mancherai anche tu nonostante tutte le volte che ti sei comportato male ci siamo comportati male."
Mentre scrivo lei si appoggia alla mia spalla, so che la mia idiozia la fa sorridere. Va verso la mezzanotte mostrandomi la sua mano aperta, non è un saluto. "Adesso ne mancano cinque, auguri"
Custodisco due canzoni in scatola anonima, nascosta nell'ultima mensola della mia stanza. Nascosta dagli occhi degli altri, forse dai miei. Nascosta dal mio disordine. Una canzone rubata nel cuscino dove hai dormito.. "Dire piano, è tutto vero, tutto vero quest'oro nero" L'altra invece ha solo rubato me. Ho nascosto te in due canzoni. Si può e si deve studiare con le lacrime agli occhi, sperando di non addormentarsi sui libri. Si può e si deve respirare l'aria anche se il tuo odore non c'è. Ma non c'è neanche il mio.
Dondola quasi nevrotica le sue gambe, le osserva con gli occhi in standby mentre, seduta sul muretto sotto casa di Mettiu, lo aspetta. Anche lui sembra in standby, quando la raggiunge e si siede con lei, guardandola senza vederla. Lei si gira verso di lui con aria canzonatoria tenendo il "ciao" in aria, ma lui, incurante, continuando a fissarla le chiede: - Immagina se, ad un tuo "ti voglio bene" qualcuno ti rispondesse vomitando, te l'immagini?! - Si, poi immagino direbbe: "Scusa! Se mi emoziono vomito.." e magari vomiterebbe di lato..>> - Se vomita a sinistra però è un "vaffanculo", mentre in faccia sarebbe "ti amo" - Ecco perchè un "fanculo" e un "tivubi" sono comunque ambigui fra loro.. Solo il "ti amo" è diretto ma evitalo: non è mica carino vomitarle in faccia..! (Veri tencs tu Mattia for de inspirescion)
Incapsulata in macchina. Lei o i loro pensieri? "Quando scendi a Catania non senti niente ed è sorda pure lei" .. La sua faccia, che da sempre la rassicura intanto si disegna sul finestrino torturata dalle goccioline stanche pure loro di cadere. Ma lui continua a guidare tenendo avanti gli occhi pensanti. Adora quando le regala in parole il pensiero dei suoi occhi continuando a guardare la strada. Lei lo guarda appena, poi si costringe anche lei a guardar dritto, sentendo lo stomaco strizzarsi: mal d'auto.. Adora il parlare forte per farsi sentire se lui, troppo preso dal discorso, ha abbassato a solo sette il volume. Adora anche il silenzio improvviso, ancora denso dei discorsi appena fatti. Si sporge per cambiare canzone e si accorge che, adattare le scelte degli altri sulle proprie è seccante quanto averne di proprie, l'alternativa è non scegliere e rimane la canzone che c'era già.
"Come posso vivere senza le tue dita che cercano la pelle sotto la mia pelle. Come posso vivere senza le tue labbra che mi sfiorano il cuore. Come posso vivere senza le tue braccia che s'impossessano della mia schiena assendiandomi. Come posso vivere senza il tuo odore che si confonde con il mio. Come posso vivere senza le tue parole lascive che si fissano nelle orecchie. Come posso vivere senza le tue mani che m'immobilizzano tirandomi per i capelli. Come posso vivere senza i tuoi sospiri affannosi quando t'avvicini all'oblio. [...]
Passerà una vita, e poi un'altra ancora, ma ti ritroverò Dovessi buttare all'aria il mondo intero. Dovessi rinchiuderlo in una teca di vetro. [...]
Ma ti basterà aprire il palmo della mano per trovarci dentro il mio cuore. Sarà sempre lì con te.
A ogni passo che farai, saprai d'avermi accanto come una presenza silenziosa. A ogni caduta ti prendero per mano e ti rialzerò. A ogni sorriso mi sforzerò di sorridere con te. A ogni sbaglio mi armerò per difenderti. A ogni cuscino mi stenderò di fianco guardandoti mentre ti addormenti. Cercherò di non avere paura anche quando la paura sarà più forte di me. E sarò con te ogni volta che ne avrai bisogno.
Catene strette attorno alle caviglie. Bende sottili attorno al cuore. Anime sottovuoto con la stessa etichetta. Ora ho capito. L'amore è una carezza."
Non c'era luce, non avrebbe visto niente, non avrebbe voluto vedere niente ma riusciva distintamente a percepire l'arma sul letto. Era tanto nera quanto il buio di cui si circondava sempre. Adesso tutto le sembrava più chiaro e tremendamente tranquillo, non aveva bisogno di impugnare il fuoco, sapeva che c'era e tanto le bastava. Ma quella tranquillità diventava solo silenzio assordante scandito dai suoi movimenti nevrotici, come quando non hai più droga nelle vene. Gelosia.. Si alzò di scatto e cadde giù riuscendo ad afferrare l'arma, adesso era sua, come era sempre stata. Non le importava dei suoi oggetti preferiti caduti a terra, già rotti Sentiva bruciare gli occhi, forse il cuore. Questa volta aveva esitato un lungo secondo prima di schiacciare il grilletto. Troppo tardi.. Adesso del suo bruciare restavano solo macerie.
Se sei triste non ti solleverà certo un qualsiasi oggetto.. "STUPIDA, non è un oggetto qualsiasi, è un LIBRO" Entri nella libreria e non ti guardi intorno, come molti sospetterebbero, ma abbordi subito la prima fila di libri ad ubriacarti di lettere in grassetto. Considerare mediocri tutte quelle cataste ammiccanti di libri fantasy e innamorarsi dei loro titoli, è sempre stata una tua droga finto-intellettuale.. Dribbli piramidi perfette forse troppo perchè qualcuno possa prendere un libro, ma tu senza pensarci lo prendi con gesti furtivi e lo rigiri tra le mani proprio con l'abilità di un ladro. ladro di parole. No, non è quello che cercavi e te ne accorgi mentre il commesso ti guarda più confuso di te dopo che tu stessa l'hai travolto. "Che ti serve?" e la sua voce tradisce già il finto entusiasmo. Ma tu, come sempre ti perdi e pensi che no, i commessi non possono parlare così, non se vendono libri! Rassegnata decidi che il mondo non è perfetto e spari a bruciapelo il libro che vuoi come in guerra contro l'antipatia che il commesso ti ha appena dichiarato e il suo sguardo commenta il titolo ma seppur schifato t'accontenta.."brevi interviste con uomini schifosi..cerchiamo..." Finalmente il suo volto si illumina di un sorriso che ti rincuora e sorridi anche tu, "No, mi dispiace! Non l'abbiamo.." Il tuo sorriso rimane ghiacciato, e lo ricicli dicendo "occheigraziebuonasera".